GABRIELE MORI: L'uomo dietro la musica
Q. Cominciamo dal nome della vostra band,Gabriele Mori & The Monkeys". Come è nato e cosa significa?
Quando abbiamo iniziato a lavorare con questi meravigliosi musicisti, gran parte del nostro eclettico repertorio era dedicato al grande maestro Paolo Conte. In una delle sue canzoni più famose, descrive i suoi primi, primitivi gruppi musicali come "Ragazzi Scimmia del Jazz". Da qui l'ispirazione, che riecheggia le vibrazioni "beat" burroughsiane, nonché i riferimenti non darwiniani alla natura animalesca dell'esecutore. E... Gabriele Mori è il mio vero nome!
Q. Ogni band ha i suoi rituali o superstizioni prima di salire sul palco. Voi e i vostri compagni avete qualche abitudine particolare che seguite prima di iniziare una performance dal vivo?
Avendo la fortuna di esibirmi dal vivo spesso e in situazioni molto diverse ogni giorno, devo ammettere che a volte iniziamo i nostri spettacoli senza nemmeno salutarci! Ma tutto cambia quando il palco e la sala (o il pubblico...) sono particolarmente belli, come alla House of Nine. In quel caso, ci riuniamo in un grande abbraccio, guardandoci negli occhi, generando positività ed energia con un forte grido di battaglia collettivo - a volte usando una parola che si sente spesso in teatro, anche se forse non è elegante citarla qui...
D: Cosa le dà energia prima di un concerto? C'è qualcosa di specifico che fai o a cui pensi per prepararti mentalmente al palco?
Sicuramente un caffè italiano! Prima di iniziare un concerto, con un respiro profondo, focalizzo la mia attenzione sul piacere, la bellezza e la fortuna di avere il lavoro più appassionato che si possa desiderare, per poter poi condividere questa emozione cruda senza filtri con chi mi sta di fronte.
Q. Se dicoHouse of Nine", qual è la prima cosa che le viene in mente? C'è un legame o un ricordo particolare legato a questo luogo?
Mi viene in mente "qualità". Il mio primo ricordo viene dal profondo, perché è legato all'olfatto: è la fragranza leggera ma inebriante che permea i bellissimi spazi della House of Nine. Un profumo di benessere che ho avvertito la prima volta che ci sono stata e che ancora oggi mi fa sorridere ogni volta che ci entro. A seguire, ricordo la sensazione che ho avuto camminando verso il bar, come se avessi varcato una porta dimensionale che mi ha trasportato in un mondo Art Déco senza tempo, perfettamente modernizzato e in equilibrio tra L'Avana e New York. Pura magia!